sabato 2 maggio 2026

"L'UOMO DUPLICATO" DI JOSE' SARAMAGO

 

L'Uomo duplicato è un romanzo dello scrittore portoghese José Saramago pubblicato nel 2002. Da questo romanzo è stato tratto il film Enemy, diretto da Denis Villeneuve e interpretato da Jake Gyllenhaal.
Come in tutte le sue opere, Saramago crea una situazione paradossale e analizza l'impatto che ha sulla vita e sulla mente dei protagonisti, analizzando l'evoluzione degli eventi e le conseguenze che genera.
In questo romanzo la situazione paradossale è la scoperta da parte del professore di Storia Tertuliano Maximo Afonso dell'esistenza di un attore esattamente identico a lui. Non si parla di una semplice somiglianza, i due sono identici in tutto, dal tono della voce al più piccolo neo, sebbene vivano vite distinte e non siano legati da alcun vincolo di parentela, anzi non sappiano l'uno dell'esistenza dell'altro.
Questa scoperta destabilizza la già precaria situazione mentale di Tertuliano Maximo Afonso, che vive una vita monotona e soffre di depressione. In lui si scatenano dubbi sulla propria identità e sulla sua stessa esistenza, ciò lo spinge a cercare un contatto con questo suo duplicato, Antonio Claro.
Tertuliano Maximo Afonso tiene per sé questa drammatica scoperta, temendo le conseguenze della rivelazione del segreto alle poche persone a lui care, eppure è proprio la sua mancanza di sincerità a spingere gli eventi verso l'epilogo più tragico. Sua madre, che lui scherzosamente soprannomina Cassandra, finisce per essere davvero tale, infatti predice al figlio le sventure che deriveranno dalla sua gestione della situazione, ma non viene creduta, gli eventi però finiscono per dimostrare che aveva ragione. Tertuliano Maximo Afonso gestisce l'intera faccenda come una partita a scacchi, vuole prima trovare una spiegazione e poi fare pressione sul suo duplicato, infine prova a vendicarsi di un grave torto da lui subito, ma mentre è immerso in questa sua folle competizione trascina l'unica persona che lo ama davvero in una spirale mortale.
Maria da Paz, l'amante di Tertuliano Maximo Afonso, lo ama sinceramente e finisce per pagare con la vita la sua scarsa sincerità e trasparenza. Di tutta la situazione lei è una vittima innocente, paga solo la propria eccessiva mitezza, che la spinge ad accettare le bugie e le omissioni di chi dovrebbe amarla.
Antonio Claro, il duplicato di Tertuliano (o l'originale, sta al lettore scoprirlo), sulle prime sembra desideroso di chiudere questa faccenda sconvolgente, salvo dopo scegliere di approfittarne nel modo più vile e disgustoso. Risoluto nel suo intento meschino, riesce a mettere spalle al muro Tertuliano Maximo Afonso, ma non pensa abbastanza alle conseguenze e finisce per causare una tragedia ed uno shock a sua moglie, Helena.
Helena è un'altra vittima della situazione paradossale e dello scontro tra i due duplicati, solo che lei, a differenza di Maria da Paz, riesce a rimpiazzare il marito senza troppi problemi. Dei protagonisti all'inizio sembra essere quella che soffre di più l'esistenza dei due duplicati, non riuscendo ad accettare l'idea che esista un uomo identico a suo marito, e la sua scelta finale conferma come per lei le due identità siano intercambiabili.
Ne L'Uomo duplicato troviamo l'inconfondibile stile di Saramago, con una narrazione che passa improvvisamente e senza soluzione di continuità dal racconto dei fatti ai dialoghi, dal flusso di pensieri all'azione. Con questo stile così apparentemente disordinato l'autore riesce a trasferire al lettore la confusione della situazione e dei personaggi che la vivono.

Francesco Abate

venerdì 1 maggio 2026

BUON 1 MAGGIO A...

 

L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro sommerso.
L'Italia è una Repubblica fondata sui morti sul lavoro (1.093 solo l'anno scorso).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro povero (3 milioni di lavoratori vivono sotto la soglia di povertà).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro diseguale (418mila persone hanno redditi superiori ai 100.000 € annui).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro minorile (80mila lavoratori di età compresa tra i 15 e i 17 anni, e parlo solo di quelli contrattualizzati).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro degli altri (mentre noi lavoriamo per un tozzo di pane, e magari crepiamo pure, ci sono politici e paperoni che mangiano e parlano).

Non è un caso se ho aperto il post con l'immagine simbolo dei morti sul lavoro.
Io auguro buona Festa dei Lavoratori a chi non accetta di fare straordinari non retribuiti per mostrare buona volontà e attaccamento all'azienda. Lo auguro a chi non vende i colleghi nella speranza di avere una promozione. Lo auguro a chi non sacrifica il proprio tempo libero per accontentare il capo. Lo auguro a chi diffida dei sindacati venduti, che stringono accordi con gli oppressori e ci ingannano con dei contentini. Lo auguro a chi non andrà al Concertone del I maggio, oggi svilito, ché mentre una volta portava sul palco artisti alternativi e attenti alle tematiche sociali oggi propone la solita paccottiglia commerciale di bambocci che non spendono una parola nemmeno su un genocidio in corso. Lo auguro a chi non cade negli inganni dei fascisti, riemersi dalle fogne più puzzolenti che mai. Lo auguro a chi non cade nell'errore di chiamare sinistra quella banda di centristi travestiti che oggi abbiamo all'opposizione (la vera sinistra la trovate tra le strade, sui luoghi di lavoro, nei luoghi di cultura). 

Auguro buona Festa dei Lavoratori a chi crede che il lavoro sia un diritto, un mezzo per garantirsi una vita decente, un gradino che può aiutare a raggiungere la felicità.

Francesco Abate