L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro sommerso.
L'Italia è una Repubblica fondata sui morti sul lavoro (1.093 solo l'anno scorso).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro povero (3 milioni di lavoratori vivono sotto la soglia di povertà).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro diseguale (418mila persone hanno redditi superiori ai 100.000 € annui).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro minorile (80mila lavoratori di età compresa tra i 15 e i 17 anni, e parlo solo di quelli contrattualizzati).
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro degli altri (mentre noi lavoriamo per un tozzo di pane, e magari crepiamo pure, ci sono politici e paperoni che mangiano e parlano).
Non è un caso se ho aperto il post con l'immagine simbolo dei morti sul lavoro.
Io auguro buona Festa dei Lavoratori a chi non accetta di fare straordinari non retribuiti per mostrare buona volontà e attaccamento all'azienda. Lo auguro a chi non vende i colleghi nella speranza di avere una promozione. Lo auguro a chi non sacrifica il proprio tempo libero per accontentare il capo. Lo auguro a chi diffida dei sindacati venduti, che stringono accordi con gli oppressori e ci ingannano con dei contentini. Lo auguro a chi non andrà al Concertone del I maggio, oggi svilito, ché mentre una volta portava sul palco artisti alternativi e attenti alle tematiche sociali oggi propone la solita paccottiglia commerciale di bambocci che non spendono una parola nemmeno su un genocidio in corso. Lo auguro a chi non cade negli inganni dei fascisti, riemersi dalle fogne più puzzolenti che mai. Lo auguro a chi non cade nell'errore di chiamare sinistra quella banda di centristi travestiti che oggi abbiamo all'opposizione (la vera sinistra la trovate tra le strade, sui luoghi di lavoro, nei luoghi di cultura).
Auguro buona Festa dei Lavoratori a chi crede che il lavoro sia un diritto, un mezzo per garantirsi una vita decente, un gradino che può aiutare a raggiungere la felicità.
Francesco Abate


