lunedì 28 settembre 2026

REQUIEM PER UNA GENERAZIONE

 REQUIEM PER UNA GENERAZIONE

Ho visto i ragazzi col domani davanti
arrendersi al mostro maligno
cedere il loro cuore e la loro testa
rinunciare alla propria libertà
vendersi per una pizza e una birra.
Chini sotto il peso del niente
nutriti da sogni di seconda mano
schiacciati dal peso di un computer
girano in tondo stanchi e persi
mentre la vita gli fugge lontano.
Scambiano la felicità per un sonno
scambiano un sogno per una foto
condividono senza dare niente
condividono senza prendere niente
scambiano il fare per il dire.
Ho visto i ragazzi col domani davanti
svendere la propria umanità
accettare la trasformazione maligna
e diventare pezzi di carne
fatti per nutrire una lupa ingorda.

Francesco Abate

P.S. - Poesia pubblicata per la prima volta su Spillwords.com il 9 aprile 2017.

domenica 27 settembre 2026

"IL CREPUSCOLO CELTICO" DI WILLIAM BUTLER YEATS

 

William Butler Yeats è famoso soprattutto per le sue poesie, ma per capire l'origine della lirica e dell'atmosfera dei suoi componimenti può essere utile dedicarsi alla lettura della raccolta di racconti Il crepuscolo celtico.
Pubblicato la prima volta nel 1893, poi ripubblicato nel 1902, Il crepuscolo celtico fa rivivere le figure tradizionali del folklore irlandese. Lo scopo dell'autore è quello di <<...creare un piccolo mondo dalle cose amabili, belle, essenziali di questo mondo imperfetto e informe, e offrire così una visione del volto dell'Irlanda>>.
L'opera fu composta nel periodo della rinascita della letteratura irlandese, Yeats con essa ha voluto recuperare le tradizioni popolari dell'isola. L'interesse di Yeats per le storie del folklore irlandese in quel periodo si manifestò anche con la raccolta di Fiabe irlandesi.
Lo stile in cui i racconti sono scritti anticipano le scelte liriche che l'autore farà nelle sue poesie più celebri, così come anche l'atmosfera, quella di un'Irlanda magica, è quella che spesso ricorrerà nella produzione poetica.

Francesco Abate 

mercoledì 16 settembre 2026

LA SPERANZA DEL SOLDATO INERME

LA SPERANZA DEL SOLDATO INERME

La guerra è già perduta da tempo
forse l'esercito vincerà
ma il soldato perderà sempre
e i vessilli di gloria eterna
affonderanno le fameliche radici
nel suo sangue ingenuo.
Il soldato è circondato dal nemico
non cade sulle ginocchia
per non dispiacere il suo ego
ma le future cerimonie
saranno solo in memoria di caduti
per una vittoria inutile.
Sono un soldato spacciato
e il mondo m'è nemico,
vedo morte ovunque guardo
e la speranza mi sfugge di mano.
Che senso ha calpestare un suolo
che vuole abbracciare il mio cadavere?
Volo via nell'aria,
sarò una rosa che adorna
i capelli di una giovane dea
che irradia il suo cielo
con la purezza dei suoi sogni;
o sarò una piuma nel vento
sbattuta senza sosta e meta
che cade inerme nella fogna
del futuro rubato e svenduto
di un cimitero in movimento.

Francesco Abate

P.S. - poesia pubblicata per la prima volta il 22 marzo 2017 su Spillwords.com.

venerdì 11 settembre 2026

"NERO COME IL MARE" DI CHARLOTTE MCCONAGHY

 

Nero come il mare è un romanzo scritto dall'autrice australiana Charlotte McConaghy.
Narra le vicende di Dominic Salt, custode del deposito di semi costruito nell'isola di Shearwater, e dei suoi tre figli, Raff, Fen e Orly, a cui si aggiunge la misteriosa Rowan, una donna salpata per l'isola in cerca del marito scomparso.
In questo romanzo uno dei protagonisti principali è l'ambiente in cui si svolge la storia. L'isola di Shearwater sta per essere sommersa dall'oceano a causa dell'innalzamento dei mari, questo rende il lavoro dei Salt molto più difficile e li obbliga ad assumersi una grande responsabilità: scegliere quali semi salvare dall'inabissamento del deposito e quali lasciar sparire per sempre. Shearwater con la sua natura selvaggia interagisce con i protagonisti, ad esempio consola Fen dalle ferite che porta nell'anima, e con la sua violenza non fa che ricordare agli uomini quanto siano piccoli rispetto alla natura.
L'isola di Shearwater non esiste, è ispirata alle isole Macquarie, un atollo subantartico situato tra la Tasmania e l'Antartide. Attraverso l'isola l'autrice ci mostra la violenza dell'uomo contro la natura, raccontando le stragi di pinguini e foche da pelliccia compiute nei secoli scorsi, ma anche la sua vulnerabilità contro i cambiamenti che sta causando all'ambiente.
Il problema del cambiamento climatico in questo romanzo è centrale. Sia la narrazione principale che i flashback dei protagonisti mostrano i danni materiali e morali causati dagli eventi metereologici estremi, perché un incendio o un'inondazione non sono solo soldi da spendere per la ricostruzione, sono soprattutto vite spezzate, paure scavate nell'anima, smarrimento e disperazione. I protagonisti mostrano i diversi modi di reagire degli uomini al cambiamento climatico in corso: l'antropocentrismo, cioè la scelta di salvare solo ciò che della natura è utile all'uomo; la resa o la negazione, quindi ignorare il problema o addirittura di acuirne la distruttività; l'amore per la natura, cioè salvare anche ciò che all'uomo non può servire, riconoscendo di fatto che il mondo non è il nostro.

Sebbene l'ambiente e la questione climatica abbiano un ruolo centrale in questo romanzo, in Nero come il mare c'è anche spazio per la riflessione sul dolore e sull'incapacità di gestirlo.
La famiglia Salt ha portato con sé su Shearwater un grosso carico di ferite nell'anima, e la vita sull'isola ne ha inflitte altre. Sebbene Dominic sia un padre affettuoso, è assolutamente incapace di aiutare i figli nella gestione del dolore, perfino dialogare con loro sul male che soffrono gli riesce impossibile, così si crea un distacco che non riesce a colmare. Raff e Fen vorrebbero aprirsi, manifestano segnali di disagio, ma nel padre trovano un muro e finiscono per ripiegarsi in sé stessi.
La comunicazione del dolore è il dramma dell'essere umano. Un tempo si piangeva in silenzio, non bisognava mostrarsi deboli, le ferite dell'anima venivano nascoste, finendo prima o poi per infettarsi e diventare un problema più serio. Oggi crediamo di essere più evoluti, ma nella maggior parte dei casi si vive semplicemente l'eccesso opposto, cioè il dolore (come un po' tutto ormai) deve essere pubblicato, spettacolarizzato, viene comunicato in modo distorto; chi ascolta, poi, quasi mai lo fa col cuore dell'amico che vuole comprendere, più spesso si pone come giudice o dottore, facendo ancora più male a chi già è ferito.

Il punto forte di Nero come il mare, come si può dedurre da quanto ho scritto sopra, è la ricchezza di temi sui quali impone una riflessione. Sebbene sia un thriller, la scrittrice non crea qualcosa di leggero e va al di là del puro intrattenimento.
Il suo punto debole è, come quasi tutti i romanzi pubblicati oggi, la sua eccessiva adesione alle regole narrative. La ricerca della tensione a tutti i costi rende in alcuni punti la lettura irritante, inoltre nella costruzione della trama ci sono alcune scelte "alla moda" che sono inutili nell'economia generale del romanzo e sono state fatte tanto per renderlo più moderno. Per fortuna sono solo piccole pecche che non rovinano il romanzo. 

Francesco Abate