Per chi suona la campana è uno dei più importanti romanzi dello scrittore statunitense Ernest Hemingway, pubblicato nel 1940 e ambientato durante la guerra civile spagnola.
Il romanzo è ispirato all'esperienza diretta dell'autore, che combatté in prima persona la guerra civile spagnola, e che ci narra la vicenda attraverso gli occhi del rivoluzionario statunitense Robert Jordan, un suo alter ego.
Il tema centrale dell'opera è la morte, come si può facilmente intuire dal titolo originale, For Whom the Bell Tolls: il verbo to toll in inglese esprime il rintocco a morto delle campane. Il titolo è preso da uno scritto del poeta inglese John Donne, il quale sostiene che nessun uomo è un'isola e conclude dicendo: "Ogni morte d'uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell'umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te". La morte di ciascun uomo è la morte di tutti, per questo Robert Jordan non può restare indifferente di fronte ai crimini del fascismo, sebbene si compiano su persone di un altro paese. Per chi suona la campana è una storia sul coraggio di sacrificarsi, di dedicare la propria vita ad una causa superiore, affinché nessuno debba più cedere a dolore e vergogna.
In questo romanzo Hemingway, che la guerra l'ha vissuta in prima persona, ce la mostra nel suo spietato realismo. In battaglia ci sono sì gli eroi, che sentono di dover sfidare la morte per una causa superiore, ma c'è anche gente stanca, come Pablo, che ha paura di morire e vorrebbe defilarsi, o ci sono persone che nemmeno credono in pieno a ciò per cui stanno combattendo, e che sono anche persone simpatiche. Il soldato è prima di tutto un uomo, questo l'autore vuole che non si dimentichi, perché quando uccidiamo un soldato stiamo sì ferendo un'ideologia, ma stiamo anche privando un uomo della vita. La guerra è però anche disumana crudeltà, così come ci racconta Pilar, la compagna di Pablo, quando rievoca un episodio della ribellione contro i fascisti.
In netto contrasto con l'umanità dei soldati c'è la brutalità della macchina, rappresentata in questo romanzo dagli aerei. La macchina non combatte, porta solo distruzione; nella sua azione non c'è eroismo e non c'è umanità, ci sono soltanto distruzione e morte. La macchina terrorizza i nemici, ma non ne spegne l'eroismo e non riesce a fermarli.
In quest'epoca in cui si parla di guerra come fosse un gioco, in cui si pensa di poter sterminare una popolazione senza dover fare i conti con la verità, in cui si versa il sangue della povera gente per assecondare il capriccio di un folle, in cui pesa di più il rincaro del petrolio che non il costo in vite umane di un bombardamento, è necessario leggere libri come Per chi suona la campana. Le pagine di questo romanzo servono a ricordarci che la guerra è una cosa seria, una bestialità in cui della povera gente viene annichilita in nome dell'interesse superiore di chi muove i fili dei governi: la guerra è l'annullamento della vita e dell'amore, di tutto ciò che di bello c'è in questo mondo.
Francesco Abate