James Brown si metteva i bigodini è un'opera teatrale scritta dall'autrice francese Yasmina Reza. L'opera sviluppa la vicenda dei coniugi Hutner, personaggi del romanzo Felici i felici, i quali devono ricoverare il figlio Jacob in un istituto psichiatrico perché convinto di essere Céline Dion.
L'opera ci mostra proprio la permanenza di Jacob/Céline nell'istituto psichiatrico, le visite dei suoi genitori, Lionel e Pascaline, e la sua amicizia con Philippe, studente che ha problemi con la propria identità nera pur essendo bianco.
Attraverso Jacob e Philippe, l'autrice ci mostra la vita di chi sceglie di essere altro da sé: Jacob vive come Céline Dion, si prepara ai concerti e cura con attenzione la propria voce, così come Philippe vive le ansie proprie delle persone di colore nella società attuale. Come l'albero che tentano di piantare di nascosto nel giardino, che stenta perché troppo compresso nel vaso che ne contiene le radici, i due ospiti dell'istituto sentono stretti i limiti imposti dalla società; scelgono quindi di violarli, così come scelgono di piantare l'albero in piena terra, dandogli la possibilità di stendere le radici come più gli occorre. La storia di Jacob e Philippe è perciò una fuga.
La psichiatra ha un approccio molto originale ai problemi mentali degli ospiti, infatti li asseconda, non prova a forzare una cura. Una possibile spiegazione al suo approccio può essere data attraverso la sua visione della favola di Cenerentola, nella quale lei cuce il ruolo di vittime sulle sorellastre, tradizionalmente indicate come cattive, che a suo modo di vedere sono solo vittime della propria imperfezione, considerate immeritevoli di compassione perché non belle e docili come Cenerentola. Traslando la sua teoria sul lavoro di psichiatra, lei forse nei pazienti vede delle vittime non di una malattia, ma di uno stigma: sono internati perché imperfetti, perché esterni agli schemi imposti dalla società, perché rifiutano l'identità cucitagli addosso dalle circostanze e scelgono quella che più gli piace.
Altri due personaggi sono i genitori di Jacob/Céline, Lionel e Pascaline. Lionel è un uomo rigido, non riesce a fare alcun passo verso la nuova identità del figlio e rifiuta con forza l'approccio originale della psichiatra. Sebbene sia quello che oppone più resistenza alla nuova identità del figlio, è molto insicuro, e forse questa è la ragione per cui non riesce a sporgersi un pochino di più verso il nuovo mondo di Jacob/Céline. Pascaline, la madre, invece è più malleabile: sebbene soffra la condizione del figlio, riesce ad assecondarla, e a tratti pare perfino apprezzarne alcuni aspetti.
James Brown si metteva i bigodini è un'opera simpatica, che riesce però a far riflettere sulla questione dei problemi mentali, spingendo a guardarla non solo dal punto di vista dei sani (i coniugi Hutner), ma anche da quello di chi consideriamo malato (Jacob e Philippe). L'autrice si guarda bene dal dare giudizi o dal tentare di fornire risposte, si limita a gettare quanta più luce possibile su tutto l'ambiente da analizzare, cercando di sollevare nel lettore/spettatore quel dubbio dal quale dovrebbe nascere poi il ragionamento, che è il miglior antidoto al pregiudizio.
Colgo l'occasione per ringraziare la libreria Copperfield Bookshop di Battipaglia, che mi ha fatto conoscere l'opera e un'autrice di cui sicuramente in futuro leggerò altro.
Francesco Abate
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