domenica 8 marzo 2026

"LA MIMOSA E L'ERBACCIA" ALLA III EDIZIONE DELLA RASSEGNA FEMMINISTA DI AQUARA

 

Trionfa carica di primavera gialla la mimosa
e ai piedi stenta scurita dall'ombra l'erbaccia,
chiama nel cielo il canto di uccelli gioiosa
mentre china la vicina vergognosa copre la faccia;
il suo giallore è calore di un'amante focosa
ai cui piedi una carne ferita passiva si ghiaccia,
il suo profumo è la nota di una danza gioiosa
che nasconde agli occhi chi dal ballo si scaccia.
In alto orgogliosa si staglia un'estate radiosa
e in basso il quadro si perde nei lividi in faccia,
ma non osi alcun boscaiolo tagliar la mimosa
e non osi alcun contadino falciare l'erbaccia.

Questa poesia, dal titolo La mimosa e l'erbaccia, è esposta sui muri del borgo di Aquara (SA) nell'ambito della III Rassegna Femminista. Per questo onore, e per il piacere di aver partecipato, ringrazio l'Associazione Culturale Ortica, in particolar modo nella persona di Livia Di Gioia.
Vi invito a fare un giro ad Aquara, perché ci sono esposte molte poesie, inviate da autori di tutta Italia, che offrono occasioni di riflessione, oltre ad essere belle.

Nella poesia ho voluto cantare due tipi di donna, quella che splende nella sua sicurezza, nei suoi trionfi e nelle sue fortune, e quella che arranca tra disagi, insicurezze, sofferenze e sfortune. Ho voluto quindi includere tutte le donne, perché oggi deve essere una giornata di riflessione sulla condizione femminile in generale e sulla cultura patriarcale, che tende a reprimerle e opprimerle ogni volta che tentano di emergere.
La poesia è composta da dodici versi in rima alternata; i versi pari raccontano della mimosa, cioè della donna affermata, felice, trionfante nella società, capace di manifestarsi in tutta la sua potenza, mentre i versi dispari parlano dell'erbaccia, cioè la donna in difficoltà, oppressa e schiacciata, incapace di mostrarsi al mondo in tutta la sua potenzialità. La conclusione per entrambi i tipi di donna, mimosa ed erbaccia, è la stessa: "... non osi alcun boscaiolo tagliar la mimosa / e non osi alcun contadino falciare l'erbaccia". Sebbene io parli di tagliare e recidere, il monito non fa riferimento solo alla violenza fisica (che è solo una delle forme di prevaricazione, e nemmeno la più diffusa e la più tipica), bensì ad ogni forma di oppressione, perché qualsiasi azione neghi il diritto della donna a vivere liberamente sé stessa e la propria esistenza è inconcepibile in una società che aspiri ad essere giusta.

Detto questo, vi ricordo che oggi non è una festa, ma una giornata di riflessione e presa di coscienza, e ricordo agli uomini che la negazione dei diritti fondamentali è un problema di tutti, non solo di chi ne è vittima, quindi anche noi maschi dobbiamo lottare affinché la mentalità patriarcale sparisca e si realizzi a tutti i livelli la parità di genere.
Allo stesso modo, raccomando alle donne di fuggire da quelle distorsioni che banalizzano e sviliscono la lotta femminista; seguite le opinioni ragionate delle pensatrici, non i post acchiappa-like di influcencer e scrittrici/blogger innamorate di sé stesse.

Francesco Abate

Nessun commento:

Posta un commento

La discussione è crescita. Se ti va, puoi lasciare un commento al post. Grazie.