Prima che il gallo canti è un'opera di Cesare Pavese costituita da due romanzi brevi, Il carcere e La casa in collina, scritti tra il 1948 e il 1949.
I due romanzi affrontano il tema dell'ignavia durante la dittatura fascista. I due protagonisti sono, ognuno a modo suo, sospesi in un Limbo posto appena al di fuori della storia, e mentre nel mondo infuria la guerra e in Italia scoppia la Resistenza, loro restano confinati nelle proprie vicende personali senza lasciarsi coinvolgere.
Il carcere racconta dell'ingegnere Stefano, condannato al confinio in un piccolo paesino dove il mare è la quarta parete della prigione, invece La casa in collina narra del professore Corrado. Entrambi vivono la propria vicenda umana venendo solo sfiorati dagli eventi storici che infuriano tutt'intorno, si perdono tra la natura dei luoghi in cui vivono e la gente che frequentano, donne comprese.
Sia Stefano che Corrado soffrono la condizione di esuli della storia e sentono il bisogno di impegnarsi, tutti e due però al momento decisivo rinunciano e restano in disparte; Stefano sceglie di non incontrare un altro esule che l'ha contattato, Corrado sceglie di non farsi coinvolgere nella Resistenza e si limita a fuggire tra le montagne. A differenza del protagonista di Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi, Corrado non cede all'impulso di impegnarsi nemmeno quando diventa testimone dell'ingiustizia della dittatura fascista, cioè quando i suoi compagni vengono arrestati e deportati, e sceglie solo di scappare e salvarsi la pelle.
Con Prima che il gallo canti, soprattutto col racconto La casa in collina, Pavese riflette sull'uguaglianza delle vittime della guerra, proponendo un'ideale superamento della contrapposizione tra antifascisti ed ex fascisti. L'opera è però anche un'importante riflessione sulla complicità con i regimi dittatoriali di chi non si oppone e lascia che le cose vadano per il proprio conto. Questo concetto si esplica chiaramente in questo dialogo tra Corrado e Cate, una sua vecchia fiamma:
"- Non sei mica fascista? - mi disse.
Era seria e rideva. Le presi la mano e sbuffai. - Lo siamo tutti, cara Cate, - dissi piano. - Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s'accontenta, è già un fascista."
Come in tutte le opere di Pavese il paesaggio svolge un ruolo di primo piano. Ne Il carcere tutto il paesino è una prigione a cielo aperto, di cui il mare è la quarta parete. Ne La casa in collina il paesaggio piemontese è invece un accogliente luogo che ospita e protegge, una culla in cui Corrado trova riparo dal mondo sconvolto e deturpato dalla guerra.
Prima che il gallo canti è da molti ritenuto il capolavoro di Cesare Pavese, ancor più importante de La luna e i falò. Al di là dei giudizi circa l'importanza dell'opera, a mio parere questa si può considerare decisamente la più moderna.
In questi due racconti Pavese non racconta di eroi, ma di persone comuni, concentrate a preservare la propria quotidianità mettendosi al riparo dall'onere di una scelta coraggiosa e pericolosa. Ancora oggi tanti scelgono di ignorare i problemi del mondo, illudendosi di poter chiudere la storia fuori dalla porta e vivere una vita tranquilla, ma Pavese ci mostra come questa scelta lasci solo una profonda inquietudine e costringa ad una condizione subumana, immersi in un pantano ed in balìa degli eventi.
Francesco Abate