venerdì 26 febbraio 2016

FOTOGRAFIA: PABLO ERNESTO PIOVANO E LE FOTO ANTI-ROUNDUP

Pablo Ernesto Piovano è un fotoreporter argentino che nel 2014 ha deciso di documentare le condizioni di quei suoi connazionali che vivono nelle vicinanze di campi coltivati con l'uso di massicce dosi di erbicida Roundup. Il Roundup è un erbicida a base di glifosato (il principio attivo diserbante più usato al mondo e oggi classificato come potenzialmente cancerogeno) prodotto dalla Monsanto e usato in dosi massicce sulla soia OGM prodotta in Argentina.

Attraverso le sue foto, Piovano ha voluto denunciare una correlazione tra terribili malformazioni e il massiccio utilizzo dell'erbicida incriminato.

Piovano ha così creato un reportage dal titolo "El costo humano de los agrotòxicos" ("Il costo umano dei pesticidi"), esposto al Festival della fotografia etica di Lodi nel 2015. Piovano ha sostenuto che questo reportage è il suo contributo "affinché tutto questo finisca".

Il reportage riporta immagini crude che mostrano con crudezza le sofferenze dei soggetti fotografati. Protagonisti sono in buona parte i bambini, ripresi nella loro quotidiana sofferenza. Ciò che si prova guardando le foto scattate da Piovano è l'angoscia tipica di un'esistenza segnata dalla menomazione, dall'isolamento e spesso dalla consapevolezza di una morte precoce. Il fatto poi che buona parte dei soggetti siano bambini mostra come siano i più vulnerabili a soffrire degli effetti devastanti del pesticida.

Il reportage di Piovano ha ottenuto un discreto successo ed ha vinto premi come il Festival Internacional de la Imagen, in Messico, e si è piazzato al terzo posto del concorso POY Latam. 

Di sicuro non basterà il reportage a permettere il bando degli erbicidi né a bloccare il loro abuso, inoltre i produttori degli stessi ancora oggi negano che vi siano prove scientifiche sulla correlazione tra glifosato e problemi alla salute come tumori o malformazioni. Se il reportage di Piovano non servirà a risolvere il problema dei pesticidi, può comunque servire a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sofferenze quotidiane che affliggono milioni di persone esposte loro malgrado a sostanze tossiche. Già questo potrebbe favorire un serio lavoro che porti a superare la concezione della salute come qualità sacrificabile in nome del profitto.

Francesco Abate

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