martedì 26 maggio 2015

LETTERATURA: STUDIO DE “UNA PICCOLA NUBE” DI JAMES JOYCE

Questo racconto fu scritto da James Joyce tra febbraio e marzo del 1906 e fu subito incluso in quello che è uno dei più famosi lavori dello scrittore irlandese, Gente di Dublino.

Il racconto narra dell’incontro a Dublino tra due vecchi amici, Gallagher e Chandler. Il primo ha lasciato anni prima la città per trasferirsi a Londra, dando il via ad una luminosa carriera, il secondo invece vive una vita media a Dublino. Gallagher viaggia, vive una vita interessante, ha visto tante cose in diverse parti del mondo e si gode una vita luminosa. Incontrando il vecchio amico, Chandler sente il peso della paralisi in cui è impantanata la sua vita. La paralisi è il tema dominante del racconto, così come di tutto Gente di Dublino. L’incontro tra i due, che appunto sono vecchi amici, ha effetti terribili sul morale di Chandler che sente quanto immobile e vuota sia la sua vita. Tornato a casa, egli percepisce anche la sua famiglia come una catena che lo tiene paralizzato, tenta infatti di leggere una poesia (sua vecchia passione) ma subito il pianto convulso del figlio piccolo glielo impedisce.

Nel racconto, come in tutta l’opera, Dublino è il centro della paralisi. Gallagher andando via è riuscito a costruirsi una vita dinamica e interessante, avendo successo nel lavoro e riuscendo a godersi i suoi vizi. Chandler invece è rimasto a Dublino, successo non ne ha avuto, ha finito per mettere su famiglia e deve rinunciare anche all’esercizio hobbistico delle stesse a causa dei vincoli familiari (come si vede chiaramente nell’episodio finale del pianto del figlioletto). Interessante è anche il confronto tra i due protagonisti proprio sulla famiglia, quando Chandler (un po’ geloso del successo dell’amico) predice all’amico che metterà su famiglia e Gallagher risponde che non prenderà moglie se non in tarda età. Entrambi vedono la famiglia come un elemento favorevole alla paralisi, infatti Chandler sbandiera l’ipotesi all’amico come una minaccia, l’altro la respinge perché vuole godersi la vita. Poi l’episodio finale chiarisce senza ombra di dubbio come Chandler, e forse lo stesso Joyce, veda la famiglia come una catena.

L’episodio finale, quello che mostra come Chandler sia incatenato alla propria vita paralizzata, è ancor più efficace perché in antitesi ai pensieri che Chandler stesso sviluppa mentre cammina verso il luogo dell’appuntamento con l’amico. Chandler infatti pensa, ricordando il successo di Gallagher, di ricominciare a scrivere poesie e sogna di avere un grande successo, alla fine però i suoi sogni franano sulla sua famiglia non appena ritorna a casa.

Francesco Abate

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